
Siamo stati invitati, ospiti dell'azienda agricola
Querceto di Castellina in Chianti, alla prima verticale del
Podalirio (1999, 2000, 2001, 2003, 2004, 2005, 2006) vino di un azienda giovane e promettente che già grandi successi ha ottenuto a firma Gambero Rosso.
Podalirio scopriamo è il nome di una farfalla e ci piace molto quest'abbinamento fra un abitante dei boschi del Chianti ed un frutto della sua terra.
Jacopo di Battista, giovane ed entusiastico padrone di casa ci presenta la sua perla.
9 bicchieri davanti a noi. Si parte il Podalirio 1999 (100% Sangiovese) si prosegue con il 2000 (85% Sangiovese e 15% Merlot), con il 2001 (80% Sangiovese e 20% Merlot), il 2003 (50% Sangiovese e 50% Merlot), il 2004 (100% Merlot), il 2005 (100% Merlot) e il 2006 (100% Merlot).
Dalla scheda tecnica si legge che trattasi di:
Un vino Igt Toscana, invecchiato 18 mesi in barriques, a 450 metri d'altitudine.
Io penso solo che:
E' il big dell'azienda, ma anche quello su cui questa si è fatto tutte le crescite e le sperimentazioni.
Dopo 11 anni di diverse vinificazioni oggi il
Podalirio ha una sua personalità, si è meritato i punteggi raccolti nel mondo, ma la verticale lascia perplessi con le sue virate continue di personalità, non solo per i tagli diversi di vitigni. Un segno della crescita, di ricerca del meglio, ma che disorienta un po'...
Solo una nota, avremo preferito che si saltasse anche l'annata 2003 oltre la 2002 dato che non rende giustizia al prodotto
L'estetica dell'abito:
Bianca, raffinata, quasi estrapolata da un libro di botanica. Elegante, ma non indimenticabile e non riconoscibile sugli scaffali