
Tutti concordi con il
Ministro Luca Zaia per una giusta educazione dei giovani al consumo di vino ed alcol più in generale.
L'
Enoteca Italiana di Siena, la più antica istituzione italiana per la promozione del vino e dei prodotti tipici di qualità, tramite il suo
direttore Fabio Carlesi fa sapere la sua opinione in merito:
“
D’accordo con il ministro, dobbiamo educare i giovani al corretto consumo del vino, non puntare sulla tolleranza zero per chi si mette alla guida di un auto”. La coraggiosa presa di posizione del ministro – dice Carlesi – è giusta e da condividere, il limite di 0,5 per chi guida è più che sufficiente, abbassando ancora si otterrebbe solo il risultato di penalizzare ulteriormente un comparto famoso del made in Italy senza ottenere risultati sul fronte della sicurezza”.
Dire che chi ha un tasso di 0,5 è ubriaco vuol dire criminalizzare il vino e tutta la cultura millenaria che ha contribuito a creare fin dalla notte dei tempi il nostro più importante prodotto che fa parte della tradizione gastronomica italiana. In tutte le tavole si è sempre bevuto un bicchiere di vino e i giovani un tempo erano abituati gradualmente al consumo come acqua e vino e pane zucchero e vino.
Il vino va bevuto nella giusta quantità, va degustato, non si può bere come fosse acqua ed è per questo che Enoteca Italiana ha dato via al progetto Vino e Giovani, con il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali che mira con iniziative nelle università e nel mondo giovanile a sensibilizzare i ragazzi tra 18-30 anni ad un consumo consapevole di questo prodotto simbolo del made in Italy”.
Su posizioni analoghe anche
Andrea Sartori, presidente di Unione Italiana Vini, l’associazione che attraverso le
sue 500 imprese socie rappresenta oltre il 45% del fatturato del
comparto vitivinicolo italiano.
“In merito alla questione dei limiti di tasso alcolemico nel sangue condivido pienamente il pensiero del ministro Zaia”. La nostra posizione a riguardo, precisa Sartori, è da tempo molto chiara: tasso zero per neo-patentati, per giovani fino a 21 anni e guidatori professionali, mantenendo per tutti gli altri l’attuale limite di 0,5 g/l, largamente condiviso in Europa. E questo appare anche l’orientamento del Governo nel tanto discusso testo unificato sulla sicurezza stradale, già approvato alla Camera in sede legislativa dalla Commissione trasporti.
Le affermazioni di Zaia, prosegue il presidente Uiv, sono assolutamente di buon senso, poiché le campagne proibizionistiche, la storia insegna, sono sempre state controproducenti, senza contare poi le pesanti ricadute economiche su un comparto radicato nella nostra cultura, quello vitivinicolo, che sta attraversando una fase molto delicata. Lo confermano anche i recenti dati del nostro export vinicolo negli Usa, in calo nel primo semestre di quest’anno di quasi il 20% in valore”.
Per Sartori si rende necessario un approccio educativo al problema dell’abuso. “Certamente più difficile da costruire, precisa, e di cui si potranno vedere i frutti solo nel lungo termine ma è questa la strada che deve essere prioritariamente sostenuta dalle istituzioni, valorizzando e non demonizzando un nostro patrimonio straordinario anche in termini salutistici, poiché il vino è parte integrante della Dieta mediterranea, i cui benefici sono riconosciuti da tutto il mondo scientifico”.