Siena: i premi assegnati alla 6a Rassegna BiodiVino

by nfondelli 2 July 2009 12:16

Nell'ambito della 43esima "Settimana dei Vini", svoltasi pochi giorni fa all'Enoteca Italiana di Siena, sono stati assaggiati in anteprima i vini premiati alla 6a Rassegna BiodiVino.

A decretare i vincitori sono state apposite commissioni internazionali composte da enologi, enotecnici, assaggiatori, sommeliers e giornalisti del settore enogastronomico.

160 i vini premiati, tra medaglie e diplomi di Gran Menzione. 35 le medaglie e i riconoscimenti assegnati ai prodotti toscani, 30 ai vini piemontesi, 23 ai vini provenienti dalla Campania, 16 alla Sicilia, 11 al veneto.

Ancora una volta quindi la nostra regione si conferma un eccellenza assoluta del settore enologico.

Le medaglie toscane:

Agricola Campinuovi - Cinigiano (Grosseto)
- Montecucco Doc 2007 - medaglia d'argento
- Montecucco Sangiovese - Doc 2007 medaglia d'argento
- Montecucco Sangiovese - Doc Riserva 2006 medaglia d'argento

Agricola Sorelle Palazzi - Terricciola (Pisa)
- Vin Santo San Torpè Doc Riserva 2003 - medaglia d'oro

Badia a Coltibuono - Gaiole in Chianti (Siena)
- Chianti Classico Riserva 2006 Badia a Coltibuono - medaglia d'argento
- Vin Santo del Chianti Classico Doc 2003 Badia a Coltibuono - medaglia d'oro

Lecceta del Sarto - Magliano in Toscana (Grosseto)
- Maremma Toscana Igt Syrah Cup Alto 2007 - medaglia d'argento

 

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Nasce il Consorzio Tuscany & Co.

by nfondelli 22 June 2009 11:17
Vino e storia: un legame lungo secoli, costellato di grandi e piccoli successi che hanno reso unica l’immagine dell’Italia vinicola nel mondo.

Oggi, ancora più che in passato, innovazione e passione sono elementi imprescindibili nell’attività quotidiana delle aziende che producono vino. Realtà di dimensioni imprenditoriali o a conduzione quasi familiare che rispecchiano fedelmente le radici del loro territorio. Ecco perché diventa sempre più importante parlare di una cultura del vino fondata su tradizione gastronomica, patrimonio artistico, risorse paesaggistiche e stili di vita.

Sulla scia di questa esigenza nasce il Consorzio Tuscany e Co., nove aziende tra Toscana e Lazio legate dal comune obiettivo di propore una nuova chiave di lettura delle eccellenze vinicole italiane.
Superando la tradizionale ottica geografica, le aziende che fanno capo al Consorzio Tuscany & Co. intendono promuovere un modo diverso di raccontare il vino, con un impegno che le vede protagoniste di un’importante campagna di promozione internazionale.

Un nuovo alfabeto che il Consorzio userà per parlare e far parlare di sé, senza perdere di vista la qualità dei suoi vini, ma fondendola con l’esperienza emotiva che ad essi si intreccia. Il filo rosso che simbolicamente legherà le iniziative delle nove aziende consorziate sarà il richiamo a un popolo, quello Etrusco, le cui origini, ancora oggi sono misteriose e piene di fascino.

Grande successo per il primo educational tour del Consorzio Tuscany & Co., che si è svolto dal 14 al 18 giugno, e che ha coinvolto un gruppo selezionato di buyers provenienti da Stati Uniti, Malaysia, Hong Kong, India, Giappone e Taiwan.

Gli ospiti stranieri hanno avuto modo di conoscere personalmente i produttori, visitare le cantine delle aziende e degustarne i vini. Il gruppo è stato selezionato dall'enologa Michèle Shah che ha anche guidato due degustazioni a cui hanno partecipato un selezionato numero di giornalisti della stampa specializzata fra cui si siamo pregiati di essere all'Enoteca Capranica di Roma e nella splendida cornice di Palazzo Capponi a Firenze.

Il Consorzio Tuscany & Co. è presente, con tutte le sue nove aziende, dal 21 al 25 giugno a Bordeaux alla XV edizione di Vinexpo, salone internazionale del vino e degli alcolici.
La rassegna biennale è una prestigiosa vetrina mondiale diventata ormai punto di riferimento per operatori del settore e appassionati.

Le aziende che fanno parte del Consorzio:
 
Casale del Giglio az. agr. srl.
Strada Cisterna-Nettuno km 13, 04100 Le Ferriere (Latina)
Tel. +39 06 92902530 Fax +39 06 92900212
www.casaledelgiglio.it

Casale Mattia
via Principe Amedeo 19, 00044 Frascati (Roma)
Tel. +39 06 9426249 Fax +39 06 9426626
www.casalemattia.it

Diadema Fattoria Villa L’Olmo
via Imprunetana per Tavarnuzze 19, 50022 Impruneta (Firenze)
Tel. +39 055 2311330 Fax +39 055 2311331
www.diadema-wine.com

Fattoria Casa Sola
strada di Cortine 5, 50021 Barberino Val d’Elsa (Firenze)
Tel. +39 055 8075028 Fax +39 055 8059194
www.fattoriacasasola.com

Fratelli Cavalieri soc. semplice agricola
via Montecagnolo 16, 00045 Genzano di Roma (Roma)
Tel. +39 06 9375807 Fax +39 06 64800403
www.aziendaagricolacavalieri.it

Salcheto
via di Villa Bianca 15, 53045 Montepulciano (Siena)
Tel. +39 0578 799031 Fax +39 0578 799749
www.salcheto.it

Sergio Mottura
Loc. Poggio della Costa 1, 01020 Civitella d’Agliano (Viterbo)
Tel. +39 0761 914533 Fax +39 0761 1810100
www.motturasergio.it

Tenuta Sant’Isidoro
Loc. Portaccia, 01016 Tarquinia (Roma)
Tel. +39 0766 869716 Fax +39 0766 864154
www.santisidoro.net 

Villa Calcinaia
via Citille 84, 50022 Greve in Chianti (Firenze)
Tel. +39 055 854008 Fax +39 055 854008
www.villacalcinaia.it 

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Il Syrah della Tenuta Lenzini nella top ten mondiale

by nfondelli 16 June 2009 06:25
Dopo la medaglia d'argento conquistata con il Poggio De' Paoli 2007 - Rosso Toscana Igt all'International Wine Challenge di Londra, competizione internazionale che vede sfidarsi etichette provenienti da quarantuno paesi, le soddisfazioni sembrano non finire per la Tenuta Lenzini di Gragnano, in provincia di Lucca.

Il 28 e 29 Maggio 2009 quasi quattrocento Syrah provenienti da ventisette differenti nazioni del mondo si sono dati appuntamento ad Ampuis, nel nord della valle del Rodano, per la terza edizione del concorso internazionale SYRAH DU MONDE (http://www.syrah-du-monde.com/).

Una giuria di esperti ha così ritenuto il Syrah Igt Toscana della Tenuta Lenzini non solo meritevole della medaglia d'oro, ma addirittura uno tra i migliori dieci Syrah del pianeta, unico italiano (http://www.syrah-du-monde.com/pages/20_result/index.en.html)

Il riconoscimento va a premiare gli sforzi di un'azienda che, dopo alcuni cambiamenti rivolti al raggiungimento di una maggiore qualità, sta raccogliendo i frutti sperati con vini espressivi, territoriali, unici. Anche grazie al supporto enologico di Filippo Ferrari, titolare della Fattoria Le Sorgenti di Bagno a Ripoli (FI), www.fattoria-lesorgenti.com, che segue in campagna, in cantina e comunicazione l’azienda lucchese, insieme al suo collega Cristian Giorni.

Syrah Igt Toscana - Tenuta Lenzini
Annata: 2007
Area di produzione: Toscana - Colline Lucchesi
Area geografica: Gragnano – Lucca
Uvaggio: Syrah 85% - Alicante 15%
Natura del terreno: zona collinare (90 m.s.l.m.), terreno prevalentemente sabbioso con buona dotazione di limo e poca argilla
Esposizione: Sud-Ovest
Denominazione: IGT Toscana Rosso
Densità viti per ettaro: 5500 ceppi
Tipo di allevamento: Guyot
Vendemmia: manuale in cassetta
Vinificazione: fermentazione in acciaio inox con controlli di temperatura. Rimontaggi naturali.
Imbottigliamento: dopo chiarifica con prodotti naturale di origine vegetale e minerale, senza filtrazione
Titolo alcoolometrico: 13,5%

Note di degustazione:
Colore rosso rubino intenso con riflessi violacei, si apre al naso con fresche note di frutta a bacca rossa come ribes e mirtilli, spiegando il suo ventaglio aromatico a sentori di spezie, dal pepe nero alla liquirizia con lievi accenni di rabarbaro e note balsamiche. Il palato è appagato da una trama tannica equilibrata e piacevolmente vellutata, gradevole la rispondenza aromatica che in bocca si chiude con equilibrata speziatura. Di corpo e discretamente sapido dona un finale di bocca persistente e varietale. Un vino di sicura personalità e fedele al suo terroir che lascia intravedere la sua predisposizione all'invecchiamento. Da abbinare a carni succose ed aromatiche come la cacciagione o patè di fegato. Ottimo su formaggi a pasta fresca con mostarde .

Note storiche:
Sin dalla fine dell’ottocento un nome in particolare echeggia nelle voci dei paesani delle colline lucchesi attenti ai migliori posti dove coltivare: la vigna di Gragnano. Qui nel cinquecento la nobile famiglia Arnolfini fece costruire una meravigliosa dimora denominata “Villa Fanini” a presidio di una tenuta rinomata per le fruttuose terre che la circondavano. Agli inizi del novecento, la famiglia Marchi acquistò i terreni ed il borgo agricolo della villa per continuare la produzione di olio e vino, in un periodo storico in cui i ricchi proprietari terrieri si ritrovarono senza forza lavoro. Nel 1996, Franco Lenzini, industriale lucchese e grande appassionato di vino, realizza il sogno di diventare agricoltore proprio in quella terra, Gragnano, che fin da piccolo aveva amato e sentito nominare per la qualità dei prodotti vinicoli.

Nacque così l'azienda agricola La Vigna di Gragnano, oggi Tenuta Lenzini, che si sviluppa su 24 ettari, di cui tredici vitati. L’opera di risanamento e di reimpianto venne avviata immediatamente, mettendo a dimora oltre 34.000 piante di merlot e cabernet sauvignon, a cui seguì nel maggio 2002 l'integrazione di altre varietà: syrah ed alicante a bacca rossa, vermentino e sauvignon blan a bacca bianca. Dal gennaio 2006 Benedetta Tronci guida con passione l’azienda, assieme al figlio Filippo e al marito Michele Guarino perseguendo con determinazione la ricerca della qualità assoluta.

Oggi l'azienda produce un Vermentino IGT Toscana, il Syrah IGT Toscana accompagnati dai due vini storici dell’azienda il DOC Merlot Colline Lucchesi e il Poggio dè Paoli a base Cabernet con Merlot e Alicante Bouchet, oltre ad un eccellente Olio Extravergine DOP.

Informazioni tecniche:
24.00.00 Ha di proprietà, 13.50.00 Ha impiantati a vigneto, 6.00.00 Ha coltivati ad oliveto
0.80.00 Ha a Syrah e Alicante
0.50.00 Ha a Vermentino
8.50.00 Ha a Merlot
1.50.00 Ha a Cabernet Sauvignon
1.60.00 Ha a Merlot e Cabernet Sauvignon piantati misti sulla fila
6.00.00 Ha coltivati a Leccino e Frantoio

La gestione dei vigneti è parte manuale e parte meccanica, in un sistema di agricoltura integrata.
Inerbimento e lavorazione con erpice dei filari transitati dalle macchine.
Sovesci autunnali e concimazioni organiche interrate.
Vendemmia meccanica per il vino DOC e manuale per gli IGT.
Le vinificazioni sono condotte a temperatura controllata in vasche di acciaio con macerazioni brevi e medio lunghe, le fermentazioni malolattiche sono svolte in acciaio. Uso di legni di diverse capacità per gli affinamenti degli IGT rossi e dell’acciaio per il DOC e il Vermentino.
Uso esclusivo di mosto fiore.
L’uso di solforosa è limitato grazie a diversi tipi di coadiuvanti come la CO2.
Nessun processo teso a uccidere la vitalità del vino. Nessun taglio con vini acquistati da produttori o commercianti.
Nessuna correzione fisica o chimica volta a cambiare la tipicità del prodotto.
Sugheri naturali non decolorati o Diam che garantisce assenza del gusto di tappo al 99,9%.
Nessun sentore diverso dall’uva o sensazione di presenza sovrastante dell’uomo. 

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Wine for Fashion

by nfondelli 16 June 2009 05:14
Un esclusivo evento organizzato nelle giornate di giovedì 18 e venerdì 19 giugno dallo Studio Doni&Associati di Firenze (Via Guelfa 85 nero), da oltre vent'anni specializzato nella creazione di etichette vinicole d'autore (www.donieassociati.it), e inserito nel calendario di Pitti Immagine: un'eccezionale raccolta di foto e filmati inediti dell'epoca racconterà le suggestioni della sfilata che, nel 1951, riunì per la prima volta in assoluto, proprio a Firenze, i più importanti nomi della sartoria nazionale del tempo, nel defilè che lanciò di fatto il sistema-moda italiano.
 
La mostra, arricchita dall'esposizione degli ultimi lavori della "stilista del vino" Simonetta Doni (che da anni collabora con le più importanti aziende vinicole nazionali ed internazionali), offre testimonianza del percorso parallelo seguito da moda e vino: un prodotto, quest'ultimo, che negli anni si è evoluto (anche nell'immagine e nella comunicazione) da alimento base a emblema del buon vivere contemporaneo, affermando anche in questo campo, con un formidabile mix di qualità di prodotto e bellezza estetica delle bottiglie e del packaging, il Made in Italy nel mondo. 

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Ecco le nuove cantine di Sant'Appiano

by nfondelli 15 June 2009 13:23
E' stato presentato lo scorso venerdì, alla presenza di autorità e stampa il restauro della cantina della Fattoria di Sant'Appiano, nel comune di Barberino Val d'Elsa e nell'occasione è stata inaugurata anche l'iniziativa "Sant'Appiano d'Autore" che vedrà la collaborazione con importanti artisti Toscani e non, riconosciuti a livello internazionale. 

Per questa prima edizione, l'apertura col botto è con le opere del grande Maestro ceramista fiorentino Marcello Fantoni,  che rimarranno nella cantina di Sant'Appiano, in una suggestiva esposizione aperta al pubblico, fino al 12 settembre.  
 
La collaborazione di Sant'Appiano con il maestro Marcello Fantoni non si ferma qui ma si estende anche alla produzione di vino. La magnum di uno dei vini di punta dell'azienda chiantigiana, il Monteloro, avrà per l'occasione infatti una speciale etichetta raffigurante l'opera Settembre del Maestro 

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Due rossi toscani premiati al "Royal Wine Challenge" di Belgrado

by nfondelli 12 June 2009 12:43
Sono stati “incoronati” direttamente da sua maestà il principe Aleksander II di Serbia i due vini presentati da Teresa e Nico Rossi – proprietari della cantina Gualdo del Re di Suvereto in provincia di Livorno - al Royal Wine Challenge di Belgrado, che si è tenuto a maggio nella capitale serba.
Si tratta della prima edizione di questo concorso organizzato da Milijan Jelić , produttore e importatore di vino, sotto l’alto patronato della famiglia reale.

Federico I e I’Rennero, entrambi a denominazione di origine controllata Val di Cornia Suvereto, sono tra le punte di diamante della produzione di quella che tutti gli esperti riconoscono come una delle cantine più significative di questa parte dell’Alta Maremma.

Federico I è prodotto con solo uve Cabernet Sauvignon, mentre I’Rennero è un Merlot in purezza.

Dall’anno 2000 Teresa e Nico hanno scelto di produrre vini da monovitigno, per esaltare le peculiarità di questo territorio compreso tra le Colline Metallifere e il mar Tirreno e che dona ai vini caratteristiche minerali non riscontrabili anche in zone limitrofe.

Vini autentici, dunque, che si sono conquistati consumatori in molti paesi al mondo, dall’Asia all’America, e che hanno convinto anche i severi giudici del Royal Wine Challenge di Belgrado, che hanno assaggiato 330 campioni provenienti da 14 diversi paesi europei. Anche i 12 giudici provenivano solo ed esclusivamente da paesi europei: Francia, Italia, Germania, Macedonia, Repubblica Ceca, Serbia e Ungheria.

Federico I e I’Rennero, entrambi dell’annata 2006, si sono aggiudicati la Great Gold Medal nella categoria riservata ai vini rossi, superando ampiamente i 90 centesimi previsti per l’ottenimento di questa gran medaglia d’oro.

La cerimonia della premiazione si è poi tenuta a fine maggio presso il White Palace di Belgrado, che si trova all’interno del complesso di Dedinje dove si erge anche il Palazzo Reale.
A ritirare le due gran medaglie d’oro in rappresentanza di Teresa e Nico è andata Barbara Tamburini, l’enologo che collabora con Gualdo del Re dal 1999, la quale ha avuto anche la possibilità di parlare del vino italiano alla presenza del principe Aleksander II.

Due vini presentati e due Great Gold Medal ottenute: grande risultato dunque per questa cantina che non si è voluta limitare alla produzione di vini di alta qualità e di forte impronta territoriale, ma che ha voluto percorrere anche la strada dell’ospitalità.

Un agriturismo e un ristorante aperto al pubblico fanno infatti di Gualdo del Re il punto di partenza ottimale per la scoperta di questo fantastico territorio. I piatti del ristorante sono a base di prodotti locali e stagionali, e sono studiati appositamente per abbinarsi ai vini della cantina.

Teresa e Nico vogliono trasmettere la cultura dell’abbinamento cibo vino, ma vogliono anche aiutare i visitatori e i turisti a entrare in contatto con una zona tra le più belle del litorale toscano, ricca di storia e di paesaggi incontaminati, e dove la terra sa dare – a chi la sa ben interpretare – grandi vini di carattere e stile. 

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I cinesi alla scoperta delle eccellenze senesi

by nfondelli 12 June 2009 12:26
Siena e la Cina sono più vicine, grazie alla collaborazione tra l'Università per Stranieri, l'Apt Siena e l'Enoteca Italiana, presso la quale è in corso la 43esima edizione de “Le Settimane dei Vini”, che hanno organizzato una serie di eventi con l'obiettivo di far conoscere ai nostri ospiti orientali le eccellenze del territorio coniugando momenti di svago e opportunità formative.

Destinatari dell'iniziativa sono circa 170 studenti cinesi che hanno aderito al progetto Marco Polo; una presenza sostanziosa e da qualche anno in continua crescita a testimonianza dell'interesse che Siena suscita in quel lontano Paese.

Sono giovanissimi, tra i 18 e i 19 anni, e frequentano un corso di lingua italiana che sarà propedeutico alla frequenza universitaria nella nostra città e in altri atenei italiani.
Il primo appuntamento è stato dedicato a Siena: visita al Museo Civico, al complesso del Santa Maria della Scala e a un museo di contrada. Hanno avuto poi l'opportunità, nel corso di quattro serate, di visitare l'Enoteca Italiana, nell'ambito di “Ambasciatori del Vino nel mondo”, corsi di avvicinamento alla degustazione, per percepire la cultura eno-gastronomica del nostro Paese ed apprendere le nozioni base degli abbinamenti, oltreché di conoscere ed apprezzare i nettari Docg delle Terre di Siena, i vitigni, le tecniche di produzione, le caratteristiche dei territori; protagoniste assoluti, le cinque Docg dei nostri territori.

Il 27 e il 28 giugno sono previste due escursioni guidate; la prima nel Chianti, alla scoperta del paesaggio, del lavoro dell'uomo e dei suoi risultati più straordinari: i poderi, gli oliveti, i vigneti, con una visita al castello di Brolio e ad un'azienda vinicola; la seconda escursione, in Val d'Elsa, ha in programma i tesori del Museo del Cristallo di Colle ed un incontro con un artigiano di questo settore tradizionale.

Il 22, 23, 24 e 25 luglio, viaggio “Nel cuore dell'Olio Toscano”, invito alla conoscenza dell'olio extravergine di oliva, grazie ad una degustazione, nei locali dell'Enoteca Italiana, di prodotti protetti da marchi di qualità: Chianti Classico DOP, Terre di Siena DOP, Toscano IGP.

Infine, l'8 e il 9 agosto, escursione nelle Crete e in Val d'Orcia: gli studenti cinesi visiteranno la Grancia di Serre di Rapolano e conosceranno il mondo contadino nel Museo della Mezzadria di Buonconvento, per concludere il tour a Montalcino e a Bagno Vignoni

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Un Gallo Nero come quello del Barone di Ferro

by nfondelli 12 June 2009 07:07
Modernità e sperimentazione in viticoltura: questi i temi tanto cari al Barone Bettino Ricasoli alla cui figura è stato dedicato l’incontro di venerdì scorso presso il Castello di Brolio.

Al convegno “Bettino Ricasoli, il suo disegno e la sua attualità nella congiuntura degli anni 2000” hanno partecipato storici, esperti e scienziati dell’agroalimentare e del Cnr, nonché il presidente di Confagricoltura Federico Vecchioni.

Appena confermato all’unanimità alla guida del Consorzio Vino Chianti Classico, alla fine del primo triennio di mandato, Marco Pallanti è intervenuto nella sua prima uscita ufficiale dopo la nomina esprimendo la sua totale sintonia con la filosofia del “Barone di Ferro”: “La grandezza del suo disegno sta proprio nell’immortalità dei concetti che esprime, assolutamente attuali anche oggi. Il Ricasoli per primo capisce che il nostro territorio può diventare un “terroir” ed inizia a consultare la natura vagliandola attraverso la ragione.

Il suo lavoro riposiziona il territorio, nelle sue macro e micro identità, a ruolo di bussola di riferimento per la ricerca. Ma tutto ciò non può evidentemente prescindere dall’ineludibile connubio con le varietà e con l’uomo. C’è poco “individuo” nei disciplinari odierni troppo spesso afflitti da lacci e laccioli burocratici. In sostanza, se da una parte il messaggio di Ricasoli insiste sul rispetto dell’unicità del vino del Chianti ottenibile attraverso la certificazione del luogo di origine, allo stesso tempo valorizza l’unicità del produttore nella ricerca di un gusto che deve necessariamente essere esclusivo”.

Moderati da Bruno Vespa, Pallanti e Francesco Ricasoli hanno affrontato il tema del disciplinare del Chianti Classico, manifestando entrambi l’idea di vedere in un disciplinare più libero e più ricco di opportunità per i produttori il vero futuro del Gallo Nero. 

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Vino, arte, paesaggio: 3 top senesi al Vinexpo

by nfondelli 10 June 2009 04:11
Vino, arte, paesaggio: tre eccellenze per tre diverse identità delle Terre di Siena da assaporare, insieme, al Vinexpo di Bordeaux.

È questo l'invito che Provincia di Siena e Consorzi dei produttori dei vini DOCG lanciano, in collaborazione con le Apt di Siena e di Chianciano Terme Val di Chiana, a tutti i visitatori della 15^ edizione del prestigioso salone mondiale del vino e degli alcolici che si svolge dal 21 al 24 giugno nella città francese.

Qui, nello stand riservato alla Provincia, le eccellenze della viticoltura, i capolavori dell'arte e le bellezze del paesaggio delle Terre di Siena daranno vita ad una ritrovata unione nel segno della multisensorialità.
L'idea ripropone, infatti, l'originale format ideato dalle due Apt, "Capolavori  dei sensi nelle Terre di Siena - Degustazioni ad arte", nato per offrire a chi sceglie il territorio senese l'opportunità di vivere una suggestiva esperienza dei sensi fondata sull'incontro tra vino, arte, cibo e paesaggio.

A Bordeaux questo matrimonio tornerà a prendere corpo grazie a quattro speciali "Degustazioni ad arte" - una per ciascuna giornata del salone - riservate alle quattro DOCG del territorio senese: Brunello di Montalcino, Chianti Classico, Vernaccia di San Gimignano e Vino Nobile di Montepulciano.

Di ciascuna DOCG sarà così possibile degustare due vini, un'Annata e una Riserva, insieme ad un Vin Santo. Il 21 giugno un'ulteriore Degustazione ad Arte vedrà protagoniste le quattro DOCG senesi, questa volta insieme.

A Bordeaux, le tre anime delle Terre di Siena saranno anche raccontate attraverso le immagini, curate dalle Apt, che coloreranno gli stand della Provincia e dei Consorzi dei vini DOCG. 

Operatori e giornalisti ospiti degli stand avranno, infine, la possibilità di visitare i Musei dei territori di produzione dei vini  grazie ad un biglietto omaggio creato dall'Apt di Siena, in collaborazione con la Provincia, l'Apt di Chianciano Terme Val di Chiana, la Fondazione Musei senesi e i Consorzi dei produttori dei  vini DOCG.

Il biglietto, valido fino ad aprile 2010, è un invito a visitare il Santa Maria della Scala a Siena, il Museo archeologico del Chianti a Castellina in Chianti, il Palazzo Comunale e la Torre Grossa a San Gimignano, il Museo Civico e la Pinacoteca Crociani a Montepulciano, il Museo Civico e diocesano d'arte sacra a Montalcino.

Podalirio, la verticale: Querceto di Castellina

by nfondelli 9 June 2009 12:54
Siamo stati invitati, ospiti dell'azienda agricola Querceto di Castellina in Chianti, alla prima verticale del Podalirio (1999, 2000, 2001, 2003, 2004, 2005, 2006) vino di un azienda giovane e promettente che già grandi successi ha ottenuto a firma Gambero Rosso.

Podalirio scopriamo è il nome di una farfalla e ci piace molto quest'abbinamento fra un abitante dei boschi del Chianti ed un frutto della sua terra.

Jacopo di Battista, giovane ed entusiastico padrone di casa ci presenta la sua perla.

9 bicchieri davanti a noi. Si parte il Podalirio 1999 (100% Sangiovese) si prosegue con il 2000 (85% Sangiovese e 15% Merlot), con il 2001 (80% Sangiovese e 20% Merlot), il 2003 (50% Sangiovese e 50% Merlot), il 2004 (100% Merlot), il 2005 (100% Merlot) e il 2006 (100% Merlot).

Dalla scheda tecnica si legge che trattasi di:

Un vino Igt Toscana, invecchiato 18 mesi in barriques, a 450 metri d'altitudine.

Io penso solo che:

E' il big dell'azienda, ma anche quello su cui questa si è fatto tutte le crescite e le sperimentazioni.
Dopo 11 anni di diverse vinificazioni oggi il Podalirio ha una sua personalità, si è meritato i punteggi raccolti nel mondo, ma la verticale lascia perplessi con le sue virate continue di personalità, non solo per i tagli diversi di vitigni. Un segno della crescita, di ricerca del meglio, ma che disorienta un po'...
Solo una nota, avremo preferito che si saltasse anche l'annata 2003 oltre la 2002 dato che non rende giustizia al prodotto

L'estetica dell'abito:

Bianca, raffinata, quasi estrapolata da un libro di botanica. Elegante, ma non indimenticabile e non riconoscibile sugli scaffali 

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Degustati per voi!

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